Alcuni semi fossilizzati di canapa, risalenti al Neolitico, sono stati scoperti in una grotta in Romania, grazie a questo sappiamo che la cannabis veniva utilizzata fin dalla preistoria. La cannabis può essere utilizzata per la produzione di un’ottima fibra tessile e per questo veniva già coltivata nell‘antichità in Asia e in Medio Oriente. In Occidente iniziò invece nel XVIII secolo la sua diffusione commerciale. La canapa è stata usata per centinaia di anni per la produzione di carta.

L‘uso tessile della canapa è un’antica tradizione in Italia, legata anche alle Repubbliche marinare che la utilizzavano per le corde e le vele delle proprie navi.

Parlando di uso ricreativo, invece, i primi fumatori di cannabis dell’antichità furono popolazioni di India, Nepal e paesi arabi, dove la resina della pianta è stata usata tradizionalmente per secoli per le sue proprietà psicotrope, in particolare dagli Hashashin, presenti in Siria, dai quali deriva il termine hashish.

Altri antichi popoli che cominciarono a farne uso furono gli Assiri, Sciti e Traci anche durante i loro riti religiosi. La cultura cinese fu la prima a interessarsi principalmente alle sue proprietà, tralasciando i risultati secondari causati dalla sua assunzione. Era usata principalmente sotto forma di bevanda per curare il dolore generale, mentre sotto forma di fumo se ne faceva uso per il mal di denti.

Nel Medioevo una bolla papale ne vietò l’uso ai fedeli (1484).

Intorno alla metà del XIX secolo l’uso dell’hashish in Europa divenne una vera e propria moda. A Parigi nacque il Club des Hashischins frequentato da grandi poeti e scrittori dell‘epoca come Victor Hugo, Alexandre Dumas e Charles Baudelaire.

Negli anni trenta ci fu il boom dell‘ industria della canapa: utilizzata per materie plastiche, cellulosa e carta di canapa, con l’olio venivano prodotti carburante per auto e vernici. In quegli anni il magnate dell’automobile Henry Ford costruì un prototipo di automobile (Ford Hemp Body Car) con parte della carrozzeria realizzata in fibra di canapa che rese l’auto molto più leggera della media delle auto di allora. Inoltre il motore era alimentato a etanolo di canapa. Negli anni trenta la tecnologia eco-sostenibile già esisteva e questo grazie alla canapa, che si apprestava quindi a rivoluzionare il mondo.

Peccato però che questo avrebbe tolto il guadagno alle lobby petrolifere, ai produttori di carta, plastica e così via, di conseguenza essi si coalizzarono e iniziarono una grande campagna propagandistica per rendere illegale la cannabis.

La cannabis, da allora chiamata con il nome di “marijuana”, venne accusata di essere la causa di gravi delitti riportati dalla cronaca del tempo. Il termine messicano “marijuana” era stato scelto al fine di mettere la canapa in cattiva luce esseno ai tempi il Messico un paese “nemico”, inoltre, era sconosciuto negli USA e di conseguenza il popolo non sarebbe stata adeguatamente informata del fatto che il farmaco “cannabis” corrispondesse alla droga “marijuana”. Nel 1937 venne quindi approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medico. Da allora negli USA e nel resto del mondo sono state arrestate centinaia di migliaia di persone per reati connessi al consumo, alla coltivazione o alla cessione di canapa e, mentre le carceri si riempiono sempre più, le foreste continuano a svuotarsi e il petrolio a inquinare il pianeta. E il business continua.

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